Fp Cgil Padova: "Il Comune di Padova intervenga presso Codess!"

foto codess per post su sito


Pistorello, FP Cgil Padova: "L'Assessore Nalin intervenga su Codess – che ha in appalto il servizio di assistenza domiciliare per il Comune di Padova – affinché la smetta di chiedere il FIS (Fondo di Integrazione Salariale) per i suoi dipendenti mentre contemporaneamente si rivolge alle agenzie interinali per avere personale senza assumerlo".

"Per l'ennesima volta Codess si dimostra nemica dei lavoratori e incline al loro più cinico sfruttamento senza nessun senso di responsabilità".



"Quel che sta accadendo in Codess è semplicemente indecente! Il Comune e l'Ass. Nalin non possono lavarsene le mani e fare finta di niente. Devono intervenire". È netta ed indignata Roberta Pistorello, segretario provinciale della Funzione Pubblica Cgil Padova nel commentare l'incredibile situazione che stanno vivendo circa 50 dipendenti della Codess (alcuni con 15 anni di servizio alle spalle) che operano come assistenti domiciliari a favore di anziani in difficoltà (e molto spesso soli) a cui consegnano pasti, fanno servizio di lavanderia e di pulizia. Lavoratori che negli ultimi mesi si sono viste collocare in FIS (Fondo di Integrazione Salariale) mentre, contemporaneamente, Codess si rivolgeva alle agenzie interinali per avere lavoratori a basso costo senza neanche avere l'onere di doverli assumere.

"Ci sono lavoratori – prosegue Pistorello – che con la diminuzione delle ore di lavoro si sono ritrovati con 400 euro in meno nelle loro già magre buste paga. Padri e madri di famiglia che adesso sono in difficoltà a sbarcare il lunario. Non è così che si trattano i lavoratori!"

"A rendere la situazione ancora più vergognosa – conclude la sindacalista della Funzione Pubblica della Cgil – è la disinvoltura con cui Codess ha approfittato dell'emergenza Covid-19 per richiedere, alla pari di tantissime aziende e cooperative realmente in difficoltà, gli ammortizzatori sociali per quelli che ipocritamente chiama i suoi "soci lavoratori" mentre, nel frattempo, prendeva "in prestito" operatori dalle agenzie interinali. Un quadro sconfortante, che le Istituzioni non possono lasciare intatto. I lavoratori non sono merce, sono persone e meritano rispetto. Un concetto a cui Codess dimostra, ancora una volta, di essere impermeabile".

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