Padova. Cgil Cisl Uil: Firmato accordo progettualità emergenza Covid 19 con l' Azienda Ospedale – Università

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Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl esprimono soddisfazione per l’accordo raggiunto con l’Azienda Ospedaliera di Padova: “Rispettate le linee guida dell’accordo regionale. Un buon primo passo: ora è necessario procedere verso un adeguamento dei fondi contrattuali. Ci impegneremo per raggiungere anche questo obbiettivo”.

“Un premio di 1200 euro alla prima fascia e dai 600 ai 400 euro, a seconda dei casi, per le seconde fasce: è stato un accordo faticoso però ci riteniamo soddisfatti”. È unanime il compiacimento per la sospirata intesa raggiunta con i vertici dell’Azienda Ospedaliera di Padova, espresso da Alessandra Stivali di FP Cgil Padova, Achille Pagliaro della Cisl FP e Luigi Spada di Uil Fpl attraverso un volantino siglato unitariamente (e che alleghiamo).

Si legge: Rispettata, coerentemente con le linee guida regionali, la fascia di coloro che rientrano, in base alla presenza. al premio di 1200 euro massimo per tutto il personale sanitario nelle terapie intensive e in tutte le unità operative sub intensive nel periodo di emergenza, nonché i reparti coinvolti all’assistenza dei pazienti Covid. Stesso discorso per chi ha operato nei reparti parzialmente convertiti per assistere pazienti colpiti dal virus, per il personale coinvolto nelle radiologie ai pazienti Covid, per chi ha operato nel Pronto Soccorso, nel Suem, a microbiologia e virologia e tutto il personale afferente ai reparti Covid e relativi servizi durante l’emergenza come il servizio trasporto di malati contagiati e anche chi era coinvolto nel trasporto dei deceduti all’obitorio (un brutto lavoro che qualcuno doveva pur fare). Ultima buona notizia: Si tratta di un aumento che verrà liquidato nel mese di luglio.

Per quel che riguarda le cosiddette seconde fasce, nell’aumento per una quota massima di 600 euro, rientrano coloro che erano assegnati all’unità operativa non Covid, vale a dire il personale sanitario che prestava servizio per garantire assistenza in sostituzione dei colleghi trasferiti in reparti Covid. Potranno, poi, accedere a questo aumento coloro che hanno prestato servizio, nel periodo emergenziale, in un’unità operativa dove si è registrato almeno un caso di Covid, chi ha lavorato nelle unità operative di terapie intensive trasferite in altri locali per riorganizzazioni legate all’emergenza o coloro che hanno operato in quelle dell’area materno infantile assicurando cure e soccorso alle partorienti o assistendole nella fase del post parto, nonché i neonati potenzialmente affetti da Covid. Accanto a loro, godranno dell’aumento, nelle stesse modalità, chi era dedicato ai servizi di refertazione e di laboratorio per attività correlate all’emergenza Covid e il personale tecnico, amministrativo e sanitario a supporto dei reparti e dei servizi coinvolti nei covid.

Infine, saranno interessati da un aumento di 400 euro, coloro che hanno prestato servizio nelle sale operatorie specializzate (le cosiddette “piastre operatorie”) assicurando la loro assistenza, anche nei casi urgenti ed emergenziali. Il minimo per chi ha dato una disponibilità h24 in una situazione di importante, purtroppo consueta ma, vista l’emergenza, comprensibile restrizione dell’organico.

A garanzia, si aggiunga l’ottenimento di una clausola di salvaguardia per tutti i reparti e i servizi che non rientrano nei punti precedenti con risorse aggiuntive stabilite dalla Regione con pagamento entro ottobre.

“Ora puntiamo all’adeguamento dei fondi contrattuali – concludono i tre sindacalisti – ma è necessario che il personale sia partecipe e attivo a tutte le iniziative che metteremo in campo. Le mobilitazione dei lavoratori che hanno partecipato numerosi ai flash-mob organizzati nei giorni scorsi davanti al Giustinianeo e Sant’Antonio sono necessarie per riportare al centro l'azione sui fondi contrattuali. A loro diciamo grazie. Convocarli sotto il sole, magari alla fine di un turno durato parecchie ore, non è stata una scelta fatta a cuor leggero. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti per avere risorse aggiuntive. Ora la palla passa a Zaia e a lui rivolgiamo un appello: proceda all'integrazione dei fondi contrattuali e lo faccia al più presto. Da quando le disposizioni emanate dalla Conferenza Stato-Regioni hanno sbloccato gli aumenti dei fondi contrattuali, questa è diventata un'operazione possibile e spetta alla Regione Veneto eseguirla. Basta perdere tempo: dimostri la Sua considerazione nei confronti del personale sanitario, lo stesso che non ha mai dimenticato di lodare in questi mesi di emergenza. Ora passi ai fatti".

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