Sì dei lavoratori al rinnovo del contratto igiene ambientale

SCIOPERO-IGIENE-AMBIENTALE

In Veneto 1073 lavoratori votano a favore del rinnovo del contratto igiene ambientale. I sì prevalgono anche a Padova.

Si sono svolte nell'ultimo mese in tutto il territorio nazionale assemblee sul rinnovo del contratto del settore dell'igiene ambientale.


Sono state quindi sciolte le riserve da parte delle OO.SS. in merito alla firma definitiva del contratto Utilitalia ed il riavvio contestuale delle trattative per il contratto Fise per le aziende private del settore.

In Veneto la consultazione è terminata e l'esito per i sindacati che hanno sostenuto la sottoscrizione del contratto è stato particolarmente positivo: i sì a livello regionale sono stati 1073, i no 281, 106 gli astenuti. I sì hanno prevalso anche a Padova, 69 i voti favorevoli, 42 i contrari, 30 gli astenuti.

Chi ha scommesso sulla bocciatura da parte dei lavoratori del contratto Utilitalia del settore igiene ambientale è stato sconfitto.

Evidentemente gli elementi positivi, ottenuti grazie all'impegno dei sindacati nella trattativa, hanno convinto i lavoratori. Questi i passi avanti compiuti:

1) la difesa di un contratto che Confindustria e Utilitalia voleva cancellare. Utilitalia e Confindustria preferiva il contratto Federgasacqua più penalizzante rispetto al contratto di settore;

2) il passaggio obbligato dei lavoratori nei casi di cambi di appalto;

3) la non applicazione del Jobs Act per i lavoratori già nel settore alla data dell'entrata in vigore della norma. Quindi l'applicazione in caso di licenziamento dell'art. 18 della legge 300/70;

4) l'istituzione di un fondo di solidarietà finalizzato all'esodo del personale inidoneo;

5) l'aumento a carico delle aziende del contributo al Fondo Previambiente per la previdenza complementare;

6) un aumento complessivo di 120 €, (70 € di aumento tabellare, 20 € di indennità integrativa, 30 € di quote welfare);

7) l'introduzione di un nuovo livello "S" che dovrebbe contrastare il ricorso ad esternalizzazioni ad aziende che applicano contratti "poveri" come le cooperative sociali e multiservizi.

Una tutela particolarmente significativa riguarda i lavoratori coinvolti in cambi di appalto, nei casi in cui il capitolato non preveda alcuna clausola sociale sul mantenimento del proprio posto di lavoro, che invece da oggi dovranno essere assunti da chi subentra nell'appalto.

Enrico Ciligot (Segretario generale FP Cgil)

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