Stato di agitazione dei lavoratori Altavita Ira contro i licenziamenti

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Con le comunicazioni del Presidente Incastrini avvenute in data 10 novembre si viene a conoscenza delle volontà della Amministrazione, contenute nelle delibere n. 37 del 21.06.16 e n. 53 del 11.10.16, di perpetuare una ulteriore ferita al lavoro: per ragioni gestionali e contabili e per mettere in sicurezza e in "pareggio" il Bilancio nel prossimo triennio si avvierà, a partire dai prossimi giorni, la procedure prevista dall'art 33 del DL 165/2001, ovvero la messa in mobilità del personale definito in "eccedenza " e che viene individuato nel personale "idoneo con prescrizioni e/o limitazioni".

Si tratta di un totale di  22 persone: alcune limitazioni per quanti usciranno in quiescenza, ma la scure si abbatterà su 14 persone che dovranno affrontare, alla loro età, una procedura dai risvolti oscuri e dagli esiti incerti.

Il totale del risparmio ipotizzato da AltaVita Ira andrà su una minor spesa di 600.000 euro a regime.

Come si vede le ragioni si invertono: sono prima contabili che gesionali.

Questa è la bugia, e non ci sottrarremo ad una lotta dura e di tutela a questo approccio insensato ai temi della assistenza.

Il lavoro ad Altavita Ira ha già subito profonde trasformazioni conew le esternmalizzazione del 2015.

Perché far pagare questa partita di riorganizzazione ai più deboli e meno tutelati?

Come può pensare l'Amministrazione che questa riduzione degli standard minimi del personale equivalga a valorizzare l'assistenza?

Solo un percorso dovuto di efficienza? No, questo approccio dimostra un modo sbagliato e superficiale di affrontare l'efficientamento in area assistenziale.

E a pagare sono coloro i quali da queste attività "usuranti" hanno subito una condizione di "idoneità con prescrizioni".

Questi lavoratori oggi garantiscono l'assistenza agli ospiti con un piano di attività specifico che rientra in tutto nelle mansioni dell'operatore addetto all'assistenza.

Appare un privilegio la condizione di "idoneità con prescrizioni" e da considerarla sacca di improduttività?

Su tutte queste anomalie e impostazioni ci saremmo aspettati un cambio di orientamento dal nuovo Consiglio di Amministrazione: rimane invece l'amarezza che il primo provvedimento gestionale colpisca i più deboli!

E' questo che vogliono i nuovi Amministratori?

Si affrontino i problemi con maggiore trasparenza e ricercando equità di trattamento e di lotta con le amministrazioni della ASL e Regionale per ottenere le dovute contribuzioni sanitarie; il sindacato è pronto ad una lotta per migliorare i servizi e non dequalificarli verso il minimo.

Ci mobiliteremo per la massima tutela: non pensi l'Amministrazione che la qualità si ottenga con le manovre draconiane dell'allontanamento dei suoi operatori con limitazioni, che spesso derivano dal lavoro svolto nell'ente. Limitazioni comunque utili ad erogare un'assistenza di qualità.

Non ci accontenteremo delle lusinghe della ricollocazione in altri enti o sedi del comparto pubblico. Sappia l'Amministrazione che questo provvedimento danneggia anche il personale in servizio e crea un clima aziendale sempre più ostile e di precarizzazione del lavoro.

Per le OOSS Provinciali FP CGIL - CISL FP - UIL FPL – ADL Cobas
Manuela De Paolis, Ettore Furlan, Stefano Tognazzo, Stefano Pieretti

CGIL Padova - Via Longhin, 117 Padova
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