Si è costituito ufficialmente a Padova il “Comitato della società civile per il no nel referendum costituzionale”, una coalizione ampia e trasversale che unisce numerose realtà associative, sindacali e politiche del territorio. La nascita del Comitato è avvenuta durante una partecipata riunione di coordinamento che ha visto la presenza di oltre cinquanta rappresentanti di organizzazioni locali, a testimonianza di una risposta pronta e corale della società civile padovana all'appello nazionale per la difesa dei valori democratici e costituzionali. Un incontro che di fatto costituisce anche la nascita del Coordinamento Padovano dei Comitati per il No, una rete che opererà in stretto raccordo con gli altri comitati provinciali già attivi (come ad esempio ad Este, Cadoneghe, Piazzola e altri Comuni) e con quelli formati da magistrati, come “Giusto dire No”, e dai difensori legali, come “Avvocati per il No”, con l’obiettivo di costruire una campagna radicata e capillare su tutto il territorio provinciale.
L’urgenza della mobilitazione nasce dalla necessità di informare correttamente la cittadinanza su una riforma che rischia di alterare profondamente l’equilibrio dei poteri e il principio di uguaglianza, stravolgendo di fatto la Carta Costituzionale. Il Comitato intende spiegare, con un linguaggio chiaro e messaggi diretti, come le modifiche proposte — dal sorteggio dei componenti degli organi di garanzia alla creazione di nuove strutture burocratiche — possano tradursi in ripercussioni concrete sulla vita dei cittadini e delle imprese, nonché in un aumento dei costi pubblici, senza minimamente incidere sulla lunghezza inaccettabile dei procedimenti giudiziari che può essere migliorata solo con l'investimento in assunzione di personale, strutture e mezzi adeguati. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani e agli studenti, penalizzati dall'assenza di meccanismi per il voto fuori sede, e ai residenti all'estero che potranno esercitare il loro diritto di voto solo recandosi presso il Consolato.
“La campagna referendaria – fanno sapere dal Comitato – sarà caratterizzata da una presenza costante nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nelle università, attraverso banchetti, volantinaggi, momenti di formazione e grandi iniziative pubbliche a cui parteciperanno anche diversi parlamentari impegnati per il No. Il sindacato metterà a disposizione le proprie sedi come punti logistici per la distribuzione dei materiali, favorendo il coinvolgimento non solo del capoluogo ma anche dei comuni della provincia, dove la partecipazione sociale è tradizionalmente molto sentita. Siamo consapevoli del grande impegno che ci attende ma siamo fiduciosi”.
“Non essendo previsto un quorum per la validità della consultazione – sottolinea e conclude il Comitato – ogni singolo voto sarà determinante per il futuro dell'assetto istituzionale del Paese. Per questo garantiamo che il percorso appena iniziato sarà aperto all'adesione di tutti i cittadini e di ulteriori realtà organizzate che si riconoscono nei valori della Carta Costituzionale nata dalla lotta al nazifascismo e che desiderano impegnarsi attivamente per far sentire la voce del territorio in vista del fondamentale appuntamento referendario del 22 e 23 marzo” .
I componenti del Comitato Padovano per il No: CGIL, ACLI, ANPI, ARCI, Associazione per la Pace, Auser, Coalizione Civica per Padova, Comitato Cittadinanza, Comitato contro l’Autonomia Differenziata, Legambiente Padova, Libera, Movimento Cinque Stelle, Partito Comunista Italiano, Partito Democratico, Rete degli Studenti Medi, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana PD e Unione degli Universitari.
L'intervento del Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini, il 10 gennaio scorso, giorno dell’avvio della campagna per il No al Referendum sulla giustizia