Prendiamo a prestito le parole dell’onorevole Ouidad Bakkali, ultima vittima di una lunga serie di aggressioni sessiste contro le donne TUTTE, anche se colpiscono in modo particolarmente massivo le donne di sinistra e femministe.
Il Coordinamento politiche di Genere della CGIL e il coordinamento donne dello SPI di Padova non sono più disponibili ad accettare questi continui attacchi in particolare tramite i social media, ma non solo.
Lo sdoganamento del linguaggio di violenza e di odio, (ci ricordiamo la BESTIA) utilizzato in modo scientifico da parte di alcuni esponenti politici e da chi ci governa ha sdoganato l’abisso dell’ignoranza e della volgarità, espressione di un pensiero retrivo e fortemente patriarcale.
L’impiego dei social media da parte di chi scrive questi messaggi fa sentire questi soggetti potenti e, soprattutto, impuniti. Alla faccia del politicamente corretto e del “non si può più dire nulla” vomitano quotidianamente la loro gretta sopraffazione sulla malcapitata di turno.
BASTA!
A tutte/i di qualsiasi appartenenza politica e religiosa, a tutte le forze politiche, a tutta la società civile CHIEDIAMO
- Di promuovere la formazione e l'adozione di codici di comportamento etici e inclusivi per arginare l'intimidazione come richiedono le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa;
- Di intervenire nei confronti delle aziende proprietarie delle piattaforme social e definire paletti precisi per bloccare la pubblicazione di messaggi sessisti e violenti;
- Di intervenire con norme sanzionatorie fino alla denuncia d’ufficio per i casi più gravi.
Anche i fatti relativi ai ferrovieri ATM di Milano, solo gli ultimi in ordine temporale, con le Chat sessiste dove mogli, fidanzate, compagne erano diventate merce di scambio ci fanno orrore, eppure è necessario riflettere su come la nostra società stia precipitando sempre più verso un clima di odio, intolleranza e aggressività che dobbiamo avere il coraggio di riconoscere e contrastare, con ogni mezzo democratico.
Le ultime esternazioni sui femminicidi, di un uomo approdato da poco in politica, ci fa arretrare tutte e tutti a livello di società civilizzata che credeva ormai assodata la necessità giuridica e normativa di riconoscimento di questo bieco e terribile reato che ogni anno uccide.
I Centri Antiviolenza continuano a lavorare sui fattori culturali che portano a queste estreme conclusioni. Ovvero l’incapacità per l’uomo di accettare il rifiuto, di ovviare al senso di possesso. L’intolleranza al fatto che una donna possa avere pari opportunità di lavoro, carriera, autodeterminazione.
C'è una cultura che continua ad alimentare sessismo in una società che non ci piace e noi vogliamo cambiarla.
Per Coordinamento politiche di Genere della CGIL e il coordinamento donne dello SPI di Padova il rispetto della dignità delle persone e parità tra i generi sono valori irrinunciabili.
Per questo ci battiamo.
Per questo chiediamo a tutte e tutti di intervenire rapidamente e in maniera incisiva.
Perché, sia chiaro, non ci sarà mai nemmeno un singolo passo indietro.
Nel video l'On Ouidad Bakkali (Pd) legge in Aula gli insulti razzisti ricevuti via social