• Home
  • Notizie
  • Emergenza abitativa, ieri la protesta di Cgil Padova, Sunia e Unione Inquilini, davanti alla Prefettura, contro il Piano Casa e i decreti del Governo

Emergenza abitativa, ieri la protesta di Cgil Padova, Sunia e Unione Inquilini, davanti alla Prefettura, contro il Piano Casa e i decreti del Governo

Presidio in Piazza Antenore per denunciare le nuove misure del Governo. Chiesto un tavolo di confronto urgente per fermare le esecuzioni veloci, rivedere la riforma degli alloggi e tutelare le fasce più esposte alla crisi

La tensione sociale legata al diritto all'abitare ha trovato una voce forte e unitaria nel cuore di Padova. Le bandiere rosse e gialle hanno colorato Piazza Antenore, proprio sotto le finestre del palazzo della Prefettura, dove ieri mattina si è tenuto un sit-in di protesta. L'iniziativa, nata all'interno della cornice di mobilitazione nazionale dei sindacati degli inquilini, ha espresso la netta contrarietà del territorio rispetto ai provvedimenti normativi attualmente in discussione in Parlamento, ritenuti inadeguati e profondamente penalizzanti per le fasce sociali più fragili. Al centro delle contestazioni ci sono in particolare il decreto sul Piano Casa e il disegno di legge mirato all'accelerazione delle procedure di sfratto.

Un attacco al patrimonio pubblico e ai diritti civili

"Le ragioni della protesta - ha spiegato Michele Brombin, Segretario del Sunia Cgil Padova - affondano le radici nell'analisi dettagliata degli effetti che le nuove norme contenute nel cosiddetto 'Piano Casa' produrranno sulle comunità locali. Un provvedimento che secondo noi è ben lontano dal risolvere una crisi che a Padova vede moltissime famiglie in lista d'attesa per un alloggio pubblico e che, al contrario, non fa altro che aumentare il rischio di amplificare le disuguaglianze e favorire logiche speculative".

"In particolare - attacca Brombin - la prima critica riguarda le misere risorse economiche stanziate dal Governo che sono del tutto insufficienti per provvedere al reale recupero delle migliaia di case popolari attualmente sfitte. A questo aggiungiamo che la nuova impostazione legislativa favorisce i canali del social housing privato e prevede la vendita degli alloggi per ripianare i deficit degli enti gestori, riducendo di fatto la quota di appartamenti a canone sociale storicamente destinata a chi possiede i redditi più bassi. Un meccanismo che penalizzerà ulteriormente e pesantemente l'offerta di edilizia residenziale pubblica, dirottando fondi ed energie verso strutture finanziarie speculative che lasceranno il mercato privo di regole reali sul rapporto tra salari e costi immobiliari".

Lo spettro degli sfratti immediati e il peso sulle amministrazioni locali

Un altro fronte caldo è rappresentato dalle nuove norme sulle esecuzioni repentine degli sfratti, descritte durante la manifestazione come una vera e propria operazione di "macelleria sociale" che non prevede tutele per chi perde la casa. La velocizzazione delle procedure metterà a nudo la mancanza di soluzioni alternative adeguate, scaricando interamente l'impatto economico e gestionale dell'assistenza sociale sulle spalle dei Comuni, che si ritroveranno senza strumenti né fondi per arginare l'ondata di emergenze.

"A livello locale - aggiunge il Segretario del Sunia Cgil Padova -  i dati descrivono una situazione già satura, caratterizzata da un mercato degli affitti privati reso insostenibile dai rincari e dalla proliferazione incontrollata delle locazioni turistiche brevi che spingono molti residenti, tra cui numerosi pensionati e lavoratori monoreddito, fuori dai quartieri storici. Sono sempre di più le famiglie che si rivolgono a noi dopo la perdita improvvisa della locazione perchè il canone non viene rinnovato e, con l'esplosione dei canoni in corso, non riescono a trovare e permettersi un nuovo alloggio. E questa è una situazione sempre più comune tra i nuclei familiari che hanno un reddito troppo alto per ricevere delle tutele pubbliche ma troppo basso per accedere al mercato libero. E questo li spinge in mezzo ad una strada, peggiorando notevolmente la loro condizione".

Il dialogo con le istituzioni e le proposte per un cambio di rotta

Nel corso della mobilitazione, una delegazione sindacale è stata ricevuta dal Prefetto di Padova, il dottor Giuseppe Forlenza, per illustrare le proposte e consegnare un documento formale contenente le criticità riscontrate nel testo del decreto e nel disegno di legge. I sindacati hanno sollecitato l'apertura immediata di un tavolo di confronto multiattoriale che veda la partecipazione attiva del Comune, degli enti gestori e delle parti sociali, con lo scopo preciso di prevenire l'emergenza abitativa e pianificare la gestione degli sfratti in modo dignitoso ed equo.

"La nostra richiesta più importante e significativa - ha concluso Michele Brombin - è quella di richiamarsi con forza ai trattati internazionali e alle raccomandazioni ufficiali degli organismi ONU, secondo cui nessuna esecuzione può essere portata a termine se alle persone non viene garantita una sistemazione alternativa dignitosa. Per invertire la rotta serve un programma strutturale basato sul blocco definitivo delle vendite del patrimonio immobiliare pubblico, sul rifinanziamento stabile dei fondi di sostegno all'affitto e su una riforma del mercato privato che ponga limiti stringenti ai canoni speculativi, ponendo il diritto fondamentale all'abitare al di sopra degli interessi commerciali. Se non si interverrà in questo senso e si lascerà tutto al libero mercato, la situazione è destinata ad esplodere e a diventare una piaga sociale fuori controllo".

Il servizio di Telenordest sul presidio di ieri davanti alla Prefettura

Via Longhin, 117 Padova Tel. 049-8944211 - Fax 049-8944213 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. PEC : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per il Caaf chiamare il Centro Unico di Prenotazione tel. 0497808208


© All rights reserved. Powered by Cybcom.

Torna all'inizio