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Poste Italiane, la Slc Cgil Veneto denuncia: "Gravi intimidazioni contro due nostri sindacalisti durante un'ispezione al Centro di Smistamento di Poste a Padova"

Slc Cgil Veneto: “Basta intimidazioni, la sicurezza non si tocca. Accusati i nostri delegati perché chiedevano il rispetto delle norme”

La Segreteria Territoriale della Slc Cgil Veneto denuncia con estrema fermezza i gravissimi episodi accaduti nella giornata di sabato 20 dicembre presso il Centro di Smistamento di Poste Italiane a Padova. Quello che doveva essere un ordinario monitoraggio delle condizioni lavorative si è trasformato in un atto di autoritarismo inaccettabile contro la sicurezza e la libertà sindacale, con due rappresentanti della sigla trattati come "disturbatori" e denunciati dai preposti aziendali per aver preteso il rispetto delle norme di tutela della salute.

Stefano Gallo e Lucio Constantin della Slc Cgil Veneto definiscono quanto accaduto sabato 20 dicembre come un salto di qualità autoritario che il sindacato non intende tollerare in alcun modo. “Sabato – raccontano i due sindacalisti – durante un’ispezione che, ricordiamo, è una di quelle attività che rientrano tra le nostre legittime funzioni, siamo stati trattati come ‘fastidiosi disturbatori’ e accusati di ciò dai preposti per aver osato fare una cosa semplicissima: pretendere il rispetto delle norme di sicurezza. Quanto successo ha infatti dell’incredibile: un preposto, pagato proprio per vigilare sulla salute dei lavoratori, non solo ha assistito passivamente a violazioni delle norme di sicurezza ma invece di intervenire per correggere il rischio, ha avuto la sfacciataggine di accusare i delegati sindacali di un'ipotetica interruzione della produttività!”

“Inoltre – continuano i Gallo e Constantin – in un altro reparto, ci siamo trovati di fronte ad un altro episodio testimoniante dell’arroganza padronale: davanti alla richiesta di applicare le procedure di sicurezza totalmente assenti, ci è stato intimato di allontanarci perché ‘bisognava lavorare’”.

“Si tratta – attaccano i due rappresentanti della Slc Cgil Veneto – dell’ennesimo indizio che ci riporta a quella cultura del ‘fare’ che non si fa nessun problema a passare sopra alla pelle dei lavoratori, ignorando che il Centro di Smistamento di Padova non è un feudo privato ma un luogo dove le leggi dello Stato, a partire dal Decreto Legislativo 81/08, devono entrare e trovare piena applicazione. Informiamo questa dirigenza che interrompere una prassi lavorativa pericolosa non è un crimine, è un dovere civile e morale. Il vero reato, e se lo mettano bene in testa, è invece costringere o permettere che i lavoratori operino fuori dalle regole per rincorrere obiettivi di produzione e bonus aziendali. Per questo motivo, denunciare dei sindacalisti che stanno semplicemente facendo il loro dovere in tema di sicurezza, in un Paese dove abbiamo una media di tre vittime al giorno sui luoghi di lavoro, non solo è un atto di gravità inaudita ma costituisce anche un maldestro tentativo di tappare la bocca a chi non accetta il ricatto tra lavoro e salute. Noi non ci stiamo!”

“E sia chiaro – concludono Gallo e Constantin – che se pensavano di intimidirci, hanno proprio sbagliato tutto e davanti a quanto successo Poste Italiane dovrà assumersi le proprie responsabilità: esigiamo chiarimenti immediati sul comportamento dei preposti coinvolti e diciamo già che non tollereremo ulteriori tentativi di ostruzionismo alle ispezioni sindacali. Nonostante il periodo di festività natalizie, sono già al vaglio le iniziative da intraprendere, perché la sicurezza non va in vacanza. Se, a Poste Italiane, qualcuno pensa di fermare la nostra lotta per la dignità e la sicurezza con denunce pretestuose e toni minacciosi, ha sbagliato obiettivo: la sicurezza è un diritto indisponibile, su cui saremo sempre pronti alla mobilitazione”.

Il servizio di Telenordest sulla denuncia della Slc Cgil Veneto contro Poste Italiane  

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