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Azienda Ospedaliera – Università di Padova, Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova: “Condizioni di lavoro non più sostenibili, riorganizzazioni calate dall’alto: venerdì 27 febbraio sarà sciopero”

Le segreterie territoriali padovane di Fp Cgil e Uil Fpl hanno ufficialmente proclamato lo sciopero del personale del comparto sanitario dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova per l’intera giornata di venerdì 27 febbraio. “La decisione – dichiarano la Segretaria Generale della Fp Cgil Padova, Alessandra Stivali e il Segretario Organizzativo della Uil Fpl Padova, Luigi Spada – nasce da un clima di esasperazione ormai insostenibile, alimentato da una direzione aziendale che ha progressivamente ridotto il dialogo sindacale e ignorato le numerose segnalazioni riguardanti le condizioni di lavoro del personale”.

Una mobilitazione – che culminerà, nella mattinata del 27 febbraio, in un presidio presso la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera – che, secondo le due sigle sindacale, “si è resa inevitabile anche dall’improvviso annullamento unilaterale degli incontri da parte dell’azienda, nonostante un iniziale tentativo di conciliazione avvenuto in Prefettura lo scorso 16 gennaio”.

“Al centro della protesta delle lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo – proseguono i due sindacalisti – vi è, innanzitutto, una gestione organizzativa che scarica le proprie inefficienze direttamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori. Che, comprensibilmente, non ce la fanno più. Inoltre, i dipendenti denunciano strutture fatiscenti, spogliatoi in condizioni critiche e una carenza di organico cronica che li costringe a turni massacranti, spesso prolungati oltre l'orario ordinario per sopperire a una programmazione delle sale operatorie inadeguata. E non basta: a questo si aggiunge l'utilizzo improprio della reperibilità per attività ordinarie e il mancato riconoscimento di diritti basilari, come l'accesso alla mensa o l'erogazione del buono pasto per chi opera nei turni notturni e festivi, aggiungendo al danno un’insopportabile beffa”.

“Le recenti riorganizzazioni dei servizi – aggiungono Stivali e Spada – dalla chirurgia plastica alla psichiatria fino alla radiologia, rappresentano l'ultimo segnale di una strategia calata dall’alto che non tiene conto del benessere di chi garantisce la salute pubblica. Senza considerare le ricadute che tali riorganizzazioni hanno anche nel personale che opera in altri ambiti, come in Otorinolaringoiatria, nelle degenze chirurgiche e nella sala operatoria dedicata alle urgenze. Inoltre, riteniamo doveroso richiamare le numerose segnalazioni sul persistente clima di malessere che da tempo si vive presso il Servizio Cartelle Cliniche. Tale situazione, più volte rappresentata, risulta ampiamente dimostrata e documentata anche attraverso attestazioni rilasciate da professionisti della salute, dalle quali emerge come il protrarsi di questa condizione abbia avuto un impatto significativo sul benessere delle persone coinvolte, portando lavoratori e organizzazioni sindacali a richiedere attenzione e adeguate misure di tutela”.

“Il punto – concludono Stivali e Spada – è che non si possono risolvere i problemi strutturali modificando gli orari o aumentando il carico assistenziale senza nuove assunzioni. Si tratta di una prassi sbagliata sia nel merito che nel metodo, che non siamo disposti ad accettare. Per questo lo sciopero del 27 febbraio è, praticamente, una scelta obbligata per rivendicare il rispetto della dignità professionale, la sicurezza degli ambienti di lavoro e il diritto dei lavoratori a essere ascoltati attraverso tavoli di interlocuzione reali e strutturati. E sia chiaro: non dovessero cambiare le cose, sarà solo l’inizio di una protesta destinata a durare a lungo”.

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