La sanità padovana ha vissuto ieri, venerdì 27 febbraio, una giornata di forte mobilitazione con lo sciopero del personale del comparto dell'Azienda Ospedale Università di Padova, indetto dalle segreterie territoriali padovane di Fp Cgil e Uil Fpl. Nonostante le difficoltà legate alla precettazione di molti lavoratori per garantire i servizi minimi essenziali, la protesta è culminata in un presidio partecipato davanti alla sede della Direzione Generale in via Giustiniani. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari hanno manifestato per denunciare condizioni lavorative definite non più sostenibili, segnate da una carenza cronica di organico che costringe i dipendenti a turni massacranti e a un utilizzo improprio della reperibilità per le attività ordinarie.
Sotto accusa è finita in particolare la gestione delle riorganizzazioni dei servizi, considerate dai sindacati come decisioni unilaterali calate dall’alto senza un reale confronto. "Una situazione insostenibile – dichiara Alessandra Stivali, Segretaria Generale della Fp Cgil Padova – che le lavoratrici e i lavoratori non possono più tollerare. Tutte le nostre RSU aziendali hanno siglato una lettera per chiedere il blocco della riorganizzazione degli orari delle radiologie, ma le criticità riguardano anche gli spogliatoi fatiscenti e la nuova pediatria, che ad oggi è a regime dimezzato proprio per la mancanza di personale". Durante la protesta è emerso con forza il paradosso di un'azienda che vanta eccellenze cliniche ma che, secondo Cgil e Uil, non valorizza adeguatamente chi quelle eccellenze le garantisce ogni giorno, con retribuzioni spesso inferiori rispetto ad altre realtà nazionali.
Le richieste messe nero su bianco dai rappresentanti dei lavoratori, e consegnate alla dirigenza, riguardano non solo il potenziamento degli organici per evitare continui cambi di turno e straordinari, ma anche questioni legate alla sicurezza della struttura e alla dignità del personale, come il riconoscimento dei buoni pasto per chi opera nei turni notturni. "Chiediamo alla prossima amministrazione una netta discontinuità rispetto alla gestione attuale – prosegue Alessandra Stivali – perché il malessere tra le corsie è diffuso e molti professionisti, non reggendo più questi ritmi, scelgono di andarsene". La mobilitazione punta ora a un tavolo di confronto con la nuova direzione generale, affinché le istanze dei quasi duemila iscritti rappresentati da Cgil e Uil vengano finalmente ascoltate e tradotte in interventi concreti per il benessere di chi lavora e, di conseguenza, per la qualità del servizio offerto ai cittadini.
Il servizio di Telenordest sulla protesta promossa da Fp Cgil e Uil Fpl all'ospedale di Padova