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Fp Cgil Padova, Fit Cisl Padova e Rovigo, Uil Trasporti Padova e Fiadel: “Svolta positiva alla vigilia dell'incontro in Prefettura: intesa su assunzioni, sicurezza e premio di produzione per tutelare la dignità e i diritti del personale”

Accordo raggiunto tra sindacati ed Etra: revocato lo stato di agitazione dei lavoratori

Alla vigilia del tavolo di conciliazione originariamente convocato presso la Prefettura di Padova per ieri, venerdì 19 giugno, le organizzazioni sindacali e la direzione di Etra S.p.A., hanno siglato un'intesa formale che sancisce la revoca dello stato di agitazione del personale. La trattativa, che ha sbloccato una situazione estremamente delicata, è stata condotta in prima persona dai vertici della direzione aziendale e dalle RSU in Etra coadiuvati dai rappresentanti territoriali di Fp Cgil Padova, Fit Cisl Padova e Rovigo, Uil Trasporti Padova e Fiadel, nelle figure – rispettivamente – di Maurizio Galletto, Oscar Dalla Rosa, Giulio Deda e Carlo Di Cunzolo. Grazie a questo serrato ma proficuo confronto, l'accordo firmato due giorni fa, giovedì 18 giugno, permette di superare la fase conflittuale, offrendo risposte concrete e impegni scritti a tutela dei dipendenti del settore ambientale.

"I motivi del contendere – spiegano Galletto, Dalla Rosa, Deda e Di Cunzolo – erano innanzitutto legati al mancato raggiungimento integrale del premio di produttività (assegnato al 91%), che ha comportato una perdita economica di circa 120 euro a lavoratore. Una procedura che noi, unitariamente, abbiamo contestato da subito perché i disservizi e le lamentele sulla raccolta, argomenti utilizzati dall'azienda per decurtare il premio, non possono essere affatto imputati al personale, bensì a pesanti carenze organizzative interne e alla mancanza di organico, specialmente nel periodo estivo. E su questo, la responsabilità era ed è tutta dell’azienda.”

“Per questo il punto di svolta dell’intesa – proseguono i rappresentanti sindacali – risiede proprio in un piano straordinario e vincolante di nuove assunzioni che l'azienda si è impegnata a varare al più presto e che prevede l'inserimento di 14 lavoratori a tempo determinato, 6 dei quali verranno successivamente stabilizzati a tempo indeterminato. A queste figure si aggiungeranno ulteriori 11 assunzioni immediate a tempo indeterminato, e altri 4 contratti aggiuntivi a tempo determinato per la sostituzione delle assenze lunghe e l'impiego tempestivo di personale stagionale per dare respiro ai turni massacranti e superare le difficoltà dei mesi caldi".

“Altro aspetto molto importante – proseguono i sindacalisti – e che era uno dei motivi dello scontro perché riguardava la dignità dei lavoratori e la sicurezza e il benessere nei luoghi di lavoro, è il raggiungimento di un accordo riguardo le sedi e i cantieri della provincia di Padova, a Rubano e Camposampiero, dove verranno adottate immediate soluzioni tampone per garantire spogliatoi e docce adeguate entro il mese di luglio, mentre per la sede di Bassano del Grappa i lavori di sistemazione dei servizi e dei parcheggi sono già in fase avanzata. Era una questione molto importante e su cui non eravamo disposti a cedere: il lavoro è pesante, a maggior ragione in un periodo caldo come questo, il personale necessita di luoghi consoni dove cambiarsi e lavarsi. E li avranno. Ma non solo: anche sul piano operativo, l'azienda interverrà inoltre con l’acquisto di nuovi mezzi, intensificandone i lavaggi e provvedendo, soprattutto, ad un potenziamento delle officine affinché le riparazioni procedano più spedite evitando così che i mezzi rimangano fermi e siano invece tutti in circolazione”.  

"Infine - concludono Galletto, Dalla Rosa, Deda e Di Cunzolo – nel corso della discussione abbiamo affrontato un tema di fondamentale importanza per i lavoratori, soprattutto in prospettiva futura, ovvero del superamento della raccolta 'porta a porta spinta’ attraverso il passaggio a un sistema di raccolta meccanizzato. Si tratta di una trasformazione radicale che, oltre ad affrontare in modo strutturale la carenza di personale, mira a tutelare la salute degli operatori, riducendo drasticamente il rischio di infortuni sul lavoro e l'insorgere di inabilità. Su questo specifico fronte, consapevoli che la vera sfida sarà ora quella di sensibilizzare e convincere i sindaci del territorio, confermiamo il nostro massimo impegno a portare avanti la battaglia. Nel frattempo, considerata il positivo riconoscimento economico ottenuta, una tantum di 120 euro sul welfare aziendale con pagamento a luglio 2026, dichiariamo chiuso lo stato di agitazione, ma manterremo alta la guardia, vigilando con fermezza affinché ogni singolo elemento di questo importante accordo venga rispettato a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori."

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