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Rifiuti: i sindacati diffidano il Bacino Brenta e i soci a insistere con la raccolta “porta a porta”

Fp Cgil Padova, Fit Cisl Padova e Rovigo, Uiltrasporti Padova e Fiadel richiamano le amministrazioni e i vertici di Etra SpA alle precise responsabilità civili, penali e contabili: “Subito un tavolo tecnico per superare il PaP o scatteranno esposti in Procura e la mobilitazione

Le Segreterie Provinciali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno inviato una formale lettera di diffida e richiamo al Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti, ai Sindaci dei Comuni Soci e, per conoscenza, ai vertici di Etra S.P.A. Società Benefit. Al centro della durissima missiva vi sono le precise responsabilità civili e penali collegate all'insorgenza di malattie professionali e infortuni sul lavoro determinati dal sistema di raccolta dei rifiuti "Porta a Porta" (PaP). I sindacati denunciano come la continuazione di questo modello operativo stia provocando un intollerabile e costante aumento di infortuni e patologie da sovraccarico biomeccanico tra i lavoratori del settore.

“Abbiamo deciso di scrivere al Bacino Brenta per i rifiuti e ai sindaci per intervenire nuovamente, facendo seguito alla lettera aperta dello scorso aprile, perché la situazione è ormai giunta a un punto di non ritorno – dichiarano unitariamente Maurizio Galletto (Fp Cgil Padova), Oscar Dalla Rosa (Fit Cisl Padova e Rovigo), Giulio Deda (Uil Trasporti Padova) e Carlo Di Cunzolo (Fiadel) –. Se in passato avevamo evidenziato il fallimento del Porta a Porta in termini economici e di impatto ambientale, oggi formuliamo un richiamo formale e vincolante sulle precise responsabilità giuridiche che ricadono in capo ai Sindaci e ai garanti della salute dei lavoratori. Il persistere in questo sistema rappresenta ormai una scelta organizzativa intollerabile”.

“L’ordinamento giuridico, a partire dall'articolo 2087 del Codice Civile, impone l’obbligo tassativo di tutelare l'integrità fisica dei lavoratori secondo la migliore tecnologia disponibile – proseguono Galletto, Della Rosa, Deda e Di Cunzolo –. Esistono sul mercato soluzioni stradali automatizzate ed eco-compatibili, come le tecnologie underground e semi-underground con accesso a badge, che mantengono invariati i risultati della differenziata eliminando il rischio biomeccanico. Il rifiuto di avviare una revisione strategica configura una consapevole e colposa omissione delle tutele antinfortunistiche obbligatorie, che genera una responsabilità civile diretta per il risarcimento del danno biologico e patrimoniale causato dalle troppe patologie muscolo-scheletriche croniche.»

“Sul piano penale il quadro è altrettanto chiaro e la responsabilità personale è stringente – aggiungono unitariamente i quattro rappresentanti sindacali –. La mancata modifica del modello di raccolta e il rigetto delle tecnologie automatizzate integrano i presupposti per l'attivazione della responsabilità penale per i reati di lesioni personali colpose gravi o gravissime o, nelle ipotesi più nefaste, di omicidio colposo. I Sindaci, in qualità di datori di lavoro, committenti e massime autorità sanitarie locali, non possono in alcun modo schermarsi dietro le delibere societarie di fronte a un rischio per la salute ampiamente documentato e prevedibile. A questo si aggiunge il rischio di danno erariale: il Porta a Porta richiede un eccessivo fabbisogno di risorse umane, l'impiego intensivo di mezzi in percorsi capillari ‘stop-and-go’ e sconta una cronica carenza di personale abilitato, determinando un'esplosione dei costi scaricata sulle tariffe dei cittadini e sulla sanità pubblica”.

«Per tutte queste ragioni – concludono Galletto, Della Rosa, Deda e Di Cunzolo – diffidiamo il Consiglio di Bacino Brenta e i Sindaci dal proseguire nel mantenimento o nell'estensione del Porta a Porta per le frazioni a più alto impatto, a partire dall'organico, senza l'avvio immediato di una riconversione verso modalità stradali automatizzate. Chiediamo la convocazione immediata di un tavolo tecnico-istituzionale vincolante entro tre mesi. In difetto di un riscontro positivo, attiveremo le procedure di mobilitazione e depositeremo un formale esposto presso le Procure della Repubblica competenti e gli organi di vigilanza sanitaria come lo SPISAL e l'Ispettorato del Lavoro. La qualità del lavoro e la salute degli operatori non saranno mai una variabile sacrificabile”.

Il Servizio di Triveneta TV7 sulla clamorosa iniziativa dei sindacati riguardo la raccolta porta a porta effettuata da Etra

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