Si è tenuta ieri, lunedì 19 ottobre, l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ULSS 6 Euganea impiegati nelle attività delegate del sociale per i Comuni dell’Alta Padovana, nel quadro dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS). L’incontro ha rappresentato un fondamentale momento di verifica sulle criticità operative che rischiano di compromettere la continuità e la qualità delle prestazioni erogate alla cittadinanza. Al centro della discussione, la scadenza - fissata per il 31 dicembre 2026 - dei contratti di quattro unità di personale amministrativo e nove assistenti sociali. La mancata proroga o il mancato rinnovo di queste posizioni comporterebbe un notevole depotenziamento delle attività, con un consequenziale quanto insostenibile aggravio di lavoro per il personale già in servizio e inevitabili ripercussioni sulla risposta ai bisogni dei cittadini.
Per scongiurare questo scenario e preservare la tenuta del sistema sociale, l’assemblea ha deliberato l’avvio immediato di una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta al territorio per far conoscere il ruolo dell'ATS, l'attività del personale ULSS 6 e il valore del lavoro quotidiano a sostegno della comunità, affiancata da un pacchetto di richieste chiare rivolte alle istituzioni responsabili.
“Innanzitutto – hanno spiegato Alessandra Stivali, Segretaria Generale della FP CGIL Padova e Marika Damiani, Segretaria provinciale Fp Cgil Padova – chiediamo che la convenzione tra l’ULSS 6 Euganea e l’Ambito Territoriale Sociale abbia una durata triennale. Solo attraverso un orizzonte temporale pluriennale è possibile assicurare una programmazione stabile e garantire condizioni adeguate a mantenere nel tempo la qualità e la regolarità dei servizi sociali nell’Alta Padovana”.
“In secondo luogo – hanno aggiunto Stivali e Damiani – è indispensabile garantire la continuità occupazionale attraverso il rinnovo dei contratti in scadenza sia per le assistenti e gli assistenti sociali, sia per il personale amministrativo. Non è accettabile che la mancata conferma di queste professionalità vada a depotenziare attività essenziali o a scaricare ulteriori ed eccessivi carichi di lavoro sulle colleghe e sui colleghi già in servizio”.
“Per queste ragioni – hanno concluso le due sindacaliste – chiediamo un’assunzione diretta e congiunta di responsabilità da parte dell’ATS e dell’ULSS 6. I servizi sociali non si improvvisano e non possono vivere nell’incertezza: dietro ogni intervento ci sono competenze, relazioni umane e risposte concrete alle persone. Come Fp Cgil saremo fermamente al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in tutte le iniziative di mobilitazione e informazione, perché dare stabilità a chi lavora significa garantire la continuità dei servizi e tutelare i diritti di tutte le cittadine e i cittadini dell’Alta Padovana”.