Venerdì 11 settembre 2026, a partire dalle ore 15.00, la Sala Polivalente Parrocchiale “Don Antonio Fasolo” di Mestrino (in Piazzetta Aldo Moro) ospiterà l’Assemblea Generale della FIOM-CGIL di Padova per la celebrazione dei 125 anni della nascita della FIOM. Un traguardo storico che intreccia la memoria sociale anche del territorio padovano con le sfide attuali in materia di lavoro, eguaglianza e giustizia sociale.
I 125 anni della FIOM non sono una semplice commemorazione del passato, ma una bussola per il presente. In un momento storico segnato da crescenti disuguaglianze, precarietà e politiche che non tutelano i lavoratori e le lavoratrici, far sentire la voce di chi produce ricchezza con il proprio operato è un imperativo morale e sociale. L'iniziativa vuole mettere al centro la dignità di chi lavora, la democrazia nei luoghi di lavoro e il pieno adempimento della nostra Costituzione, affinché la Repubblica sia davvero fondata sul lavoro e sulla rimozione degli ostacoli ostativi all'uguaglianza dei cittadini. In una società in cui il libero mercato pretende di regolare la vita delle persone e calpestare la classe lavoratrice, celebrare 125 anni di FIOM significa riaffermare che il lavoro non è una merce, che i lavoratori e le lavoratrici non sono ingranaggi, ma sono la forza motrice del Paese che merita rispetto, dignità, giusto riconoscimento ed eque retribuzioni.
L'evento, moderato da Manuel Trevisan, sarà diviso in tre momenti: la presentazione di una ricerca legata alla storia della Fiom di Padova e due panel differenti ai quali parteciperà anche Gianluca Badoer, segretario generale della CGIL di Padova.
Dopo i saluti iniziali, Dario Verdicchio della FIOM di Padova presenterà la sua ricerca storica “Antonio Nicolè, un partigiano comunista alla guida della FIOM di Padova” che ripercorre il ruolo chiave del sindacato metalmeccanico nel territorio padovano all'indomani del fascismo e della guerra fino all’inizio degli anni 50, riportando alla luce le radici più autentiche del riscatto operaio durante la ricostruzione democratica del Paese.
Il primo panel sarà dedicato agli ex segretari generali della Fiom di Padova dagli anni 80 al 2023 che prenderanno parte alla giornata celebrativa ricordando i momenti più importanti della loro attività sindacale nelle diverse decadi a cavallo dei due secoli, fatte di vertenze e lotte sul territorio, manifestazioni e presidi in anni in cui si sono affrontati sia mutamenti strutturali nel mondo del lavoro, che la progressiva deindustrializzazione dei siti storici della città e della provincia legati anche alla crisi del modello manifatturiero tradizionale veneto.
Nella seconda tavola rotonda, invece, saranno riuniti e si confronteranno con il segretario generale della FIOM di Padova Michele Iandiorio, gli esponenti dell’Anpi provinciale di Padova, dell’Udu e della Rete studenti Medi, della Rete No Kings e dell’Associazione Bepi Ferro, forze sociali con i quali l’organizzazione sindacale padovana ha collaborato e collabora costantemente per rendere il nostro Paese un luogo migliore dove vivere, studiare, crescere, lavorare per costruire una società più equa e accogliente.
Le conclusioni della celebrazione saranno affidate a Luca Trevisan, della segreteria nazionale della FIOM.
«125 anni fa la FIOM entrava nelle fabbriche per dare voce ai lavoratori. Oggi dobbiamo fare la stessa cosa dentro una fabbrica che cambia. Dobbiamo esserci dove arrivano l'intelligenza artificiale, la robotizzazione, la transizione energetica e le nuove forme di organizzazione del lavoro. Dobbiamo esserci per garantire che il progresso tecnologico produca più diritti e non meno diritti, più salario e non più sfruttamento. La storia della FIOM è la storia di generazioni di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito diritti, dignità e democrazia nei luoghi di lavoro. È una storia fatta di conquiste, di conflitti, che ci ricordano una cosa fondamentale: nessun diritto è acquisito per sempre e ogni generazione è chiamata a difenderlo e a conquistarne di nuovi. Il sistema industriale italiano, veneto e padovano, si trova davanti a una fase decisiva: la transizione tecnologica ed energetica, la competizione internazionale, le crisi industriali e le trasformazioni legate alla riconversione produttiva rischiano di scaricarsi ancora una volta sui lavoratori attraverso ristrutturazioni, precarietà, compressione dei salari e perdita di posti di lavoro. Non accetteremo che la parola “competitività” diventi il modo elegante per dire che bisogna lavorare di più, guadagnare meno e avere meno diritti. La nostra sfida è quella di riportare le lavoratrici e i lavoratori al centro delle scelte economiche e sociali. Perché non esiste una vera politica industriale senza il protagonismo di chi ogni giorno manda avanti le fabbriche. La FIOM di Padova vuole continuare a essere punto di riferimento nei luoghi di lavoro e nel territorio, una presenza organizzata, autonoma e combattiva. Una FIOM capace di ascoltare, di rappresentare e di mobilitare. Una FIOM che considera la contrattazione uno strumento di emancipazione e la partecipazione dei lavoratori una condizione essenziale della democrazia. 125 anni non sono soltanto una ricorrenza da celebrare. Sono una responsabilità verso la storia del movimento operaio e, soprattutto, verso il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori che vogliamo rappresentare. La storia continua. E la scrivono, ogni giorno, le lavoratrici e i lavoratori.» ha dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom padovana in occasione di questo storico anniversario.
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