Ieri, sabato 14 marzo, Piazza Mazzini si è tinta del rosso delle bandiere della Cgil per un presidio che ha dato voce alle decine di rider padovani di Glovo e Deliveroo. In occasione della giornata di mobilitazione nazionale, i lavoratori delle consegne sono scesi in strada per denunciare condizioni di lavoro diventate insostenibili e per chiedere un riconoscimento reale della loro professionalità attraverso contratti subordinati e tutele garantite.
La mobilitazione si inserisce in un contesto giudiziario senza precedenti: l'inchiesta della Procura di Milano che ha portato al controllo giudiziario delle due piattaforme per ipotesi di sfruttamento e caporalato. Un passaggio che il sindacato denuncia da anni e che ora segna un punto di svolta fondamentale per l’intero settore.
Le parole di Mirko Romanato (NIdiL Cgil Padova)
Il Segretario Generale del NIdiL Cgil Padova, Mirko Romanato, ha ribadito con forza la posizione dell'organizzazione durante l'assemblea in piazza. "I rider - ha spiegato il sindacalista - sono lavoratori che dipendono da un’app che determina tempi e modi della prestazione: pur essendo inquadrati come autonomi, sono di fatto lavoratori subordinati. Quando un rider aspetta ore per ricevere un ordine, ha venduto il suo tempo alla piattaforma e quel tempo va pagato. La magistratura sta finalmente confermando quello che sosteniamo da tempo sullo sfruttamento e le paghe irrisorie. "Romanato ha poi delineato la strada da seguire: "La nostra richiesta è chiara: pretendiamo l'assunzione con contratto subordinato, applicando il Contratto Logistica per garantire retribuzioni corrette, ferie, tredicesima e il diritto alla malattia, finora negato. Siamo solo all'inizio di un percorso obbligato per le multinazionali, in cui i lavoratori devono diventare interlocutori centrali".
Testimonianze dalla strada: tra attese e paghe da fame
In piazza, il racconto dei lavoratori ha restituito la durezza del quotidiano. Javeid Usman, rider da quattro anni, ha descritto giornate di dieci ore trascorse tra Padova e la provincia — arrivando anche nel Veneziano — senza alcun rimborso spese. "Guadagno circa 800 euro nei mesi buoni, ma tra posto letto e spese vive è impossibile mantenere una famiglia. Se piove o se stiamo male, paghiamo tutto di tasca nostra".
Dello stesso avviso Ahmed, che ha denunciato turni che arrivano a toccare le 13 ore pur di racimolare un salario dignitoso, sfidando ogni condizione atmosferica senza alcuna protezione o extra.
Una battaglia di civiltà
Al fianco del NIdiL, della Filcams e della Filt Cgil, erano presenti anche rappresentanti politici come Daniela Ruffini e la consigliera regionale Elena Ostanel, che hanno sottolineato come quella dei rider sia una battaglia che riguarda i diritti di tutti i cittadini.
La giornata di Piazza Mazzini rappresenta per la Cgil di Padova non un traguardo, ma il punto di partenza per trasformare un lavoro precario e spesso invisibile in un'occupazione sicura, con salari giusti e pieni diritti contrattuali.