La provincia di Padova si ritrova nuovamente a fare i conti con un’immane tragedia sul lavoro. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 9 gennaio, la vita di un operaio è stata spezzata all'interno dello stabilimento della SESA (Società Estense Servizi Ambientali) di Ospedaletto Euganeo. Si chiamava Halili Xhevdet, aveva 59 anni, era di origine albanese con anche la cittadinanza italiana e residente da parecchi anni a Sant’Elena, nella bassa padovana. Secondo le prime ricostruzioni l'uomo sarebbe rimasto schiacciato all'interno di una pressa mentre stava svolgendo operazioni di manutenzione. Una scena raccapricciante avvenuta davanti ai propri colleghi, intervenuti immediatamente ma, purtroppo, inutilmente.
“Si tratta di un nuovo atroce episodio che avviene a meno di una settimana dall'ultimo infortunio mortale nel territorio, segnando una scia di sangue che esce da una ferita che continua a rimanere aperta e crea una sofferenza intollerabile non solo per le famiglie ma anche per intere comunità” denunciano la Cgil di Padova e la Fp Cgil Padova.
"Siamo profondamente sconvolti per quanto accaduto oggi a un lavoratore di 59 anni, un uomo che ha perso la vita in modo orribile mentre svolgeva il proprio compito – dichiarano congiuntamente Gianluca Badoer, Segretario Generale della Cgil di Padova, e Maurizio Galletto, Segretario Provinciale della Fp Cgil Padova – che si aggiunge all’altro tragico incidente successo solo pochi giorni fa, sempre nella nostra provincia. Due morti sul lavoro in una sola settimana sono una cifra drammatica che non può essere accettata in silenzio. Non possiamo più parlare di incidenti o di fatalità: morire schiacciati in una pressa durante una manutenzione è un fatto di una gravità inaudita che impone di fermarsi e capire cosa non stia funzionando nel sistema della prevenzione e dei controlli."
Per i due segretari, la situazione richiede una reazione immediata che vada oltre il semplice cordoglio. "Non è accettabile che in un territorio avanzato come quello padovano si continui a morire con questa frequenza – proseguono e concludono Badoer e Galletto – e quanto accaduto alla SESA dimostra che l’inversione di rotta non è più rimandabile. Serve una vigilanza ferrea, specialmente in fasi delicate come quelle di manutenzione sugli impianti, dove il rischio è altissimo. Chiediamo che si faccia piena luce sulle responsabilità, ma soprattutto pretendiamo un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni e delle imprese affinché la vita umana sia messa realmente al di sopra di ogni esigenza produttiva. Nelle prossime ore ci confronteremo con le rappresentanze sindacali per decidere le azioni di mobilitazione necessarie: Padova non può e non deve abituarsi a questa mattanza. Il tempo delle parole è finito, adesso vogliamo azioni concrete".
Il servizio di Telenordest con le dichiarazioni sull'infortunio mortale alla Sesa di Maurizio Galletto, Segretario Provinciale della Fp Cgil Padova