Venerdì 30 gennaio si è aperto nuovo capitolo sulla vertenza per i tempi di vestizione all’Ulss 6 Euganea
Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova: “Sbloccata l’inerzia sugli arretrati, ma il parere dell’ARAN lede la rappresentanza sindacale. La mobilitazione continua”
La vicenda dei tempi di vestizione presso l’Ulss 6 Euganea ha raggiunto un punto di svolta dopo un paio di anni di attesa e di immotivata inerzia amministrativa. Al centro della disputa vi è il riconoscimento del beneficio economico e dei recuperi orari legati ai minuti necessari al personale per indossare e togliere la divisa, un diritto sancito dal contratto collettivo nazionale e recepito in un accordo aziendale risalente al marzo 2024. Tale intesa prevedeva un breve termine per la quantificazione degli arretrati per il periodo quinquennale (come previsto dal codice civile), ma nonostante la firma, l’Azienda non aveva ancora dato segnali di proposte e/o convocazioni. “E dire che la cosa doveva risolversi in un mese”, aggiungono le Segreterie Territoriali padovane di Fp Cgil e Uil Fpl.
Di fronte a questo stallo, Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova hanno indetto un’assemblea del personale che ha votato all’unanimità lo stato di agitazione. Solo a seguito di questa decisa azione sindacale, l’amministrazione ha interrotto il proprio silenzio, producendo una bozza di proposta proprio in concomitanza con la proclamazione della protesta. Tuttavia, l’incontro tenutosi l'altro ieri, venerdì 30 gennaio, in Prefettura ha evidenziato una profonda frattura sul piano delle relazioni sindacali. L’Ulss 6, supportata da un parere dell’ARAN – che è l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, ossia l'organismo tecnico che rappresenta legalmente i datori di lavoro pubblici nella negoziazione dei contratti collettivi nazionali con i sindacati – e che è stato consegnato durante il tavolo, ha negato a Cgil e Uil il diritto di partecipare alla contrattazione integrativa su questo tema, con la motivazione che le due sigle non sono firmatarie dell’ultimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Si tratta di una posizione che le due categorie sindacali ritengono inaccettabile e lesiva dei diritti di rappresentanza, soprattutto se si considera che l’accordo originale sui tempi di vestizione era stato sottoscritto proprio da Fp Cgil e Uil Fpl. Ma, nonostante il tentativo di escludere le sigle dai tavoli ufficiali, la pressione esercitata ha permesso di sbloccare la macchina organizzativa e di ottenere l’impegno a chiudere la partita degli arretrati per tutti i lavoratori entro circa un mese. “E speriamo che stavolta siano di parola”, il commento dei sindacati.
“L'incontro di prefettura non è andato come speravamo – ha dichiarato al termine Marika Damiani della Fp Cgil Padova – in quanto l'Ulss 6 si è presentata con un parere Aran che di fatto ci esclude dalla possibilità di partecipare al tavolo per il riconoscimento degli arretrati. Abbiamo anche richiesto la possibilità di rappresentare tutte le criticità che questo accordo si porta dietro da almeno due anni, ma purtroppo il nostro tentativo è stato vano e non siamo riusciti a portare a casa un tavolo separato per poter affrontare quelle che sono le criticità che i nostri iscritti, le lavoratrici e i lavoratori della sanità padovana, ci manifestano quotidianamente”.
Sulla stessa linea Hena Da Silva Velotti, della Uil Fpl Padova, che sottolinea il valore della mobilitazione: “L’aspetto positivo è che dopo che abbiamo avanzato delle pretese a nome e su mandato dei lavoratori dell'Usl 6 Euganea sul riconoscimento degli arretrati su tempi di vestizione e svestizione, finalmente la questione si è sbloccata. Era una materia che era rimasta da un bel po' sulle scrivanie amministrative, come se un'inerzia invisibile la costringesse a rimanere sospesa. Ora, che la nostra iniziativa ha portato almeno a questo importante risultato, non possiamo che essere sollevati e anche un po’ orgogliosi. Un risultato importante, raggiunto senza affidarci ai lunghi tempi della giustizia italiana e a dei ricorsi che hanno comunque sempre un costo anche per l'individuo, che costituisce un diritto a disposizione di tutti, in maniera trasversale”.
“L'esito dell'incontro è stato dunque chiaroscuro – concludono Marika Damiani e Hena Helena Da Silva Velotti – perché, se da un lato la mobilitazione ha costretto l'Ulss a procedere con la trattativa per i pagamenti degli arretrati, dall'altro resta aperto il tema del rispetto delle regole democratiche ai tavoli di trattativa. Ora, il prossimo passo sarà tornare in assemblea per riferire l’attuale stato delle cose ai dipendenti e decidere, insieme a loro, come proseguire lo stato di agitazione. Ma una cosa sia chiara: non accetteremo mai che un parere tecnico venga usato per silenziare chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori nei reparti e nei servizi sanitari della nostra provincia e, in un modo o nell’altro, faremo sentire la loro voce”.
Il servizio del TG Nordest di Telepadova 7 Gold sulla vicenda