La duplice drammaticità dell'incidente agricolo riaccende il dibattito sulla prevenzione nei contesti a conduzione familiare e sulla necessità di estendere la figura dei RLST
La Cgil di Padova e la Flai Cgil di Padova esprimono il più profondo e sentito cordoglio per la vittima del drammatico infortunio avvenuto ieri, martedì 14 luglio, in un’azienda agricola a Brugine. Di fronte a un simile evento, che unisce in un unico dramma la dimensione lavorativa e quella degli affetti più intimi, il sindacato si stringe attorno al dolore della famiglia, colpita da una perdita incommensurabile.
Pur con tutte le cautele necessarie in queste prime e concitate ore, e restando in attesa che gli organi inquirenti e i tecnici dello SPISAL completino le indagini per chiarire con precisione l'esatta dinamica dell'incidente, non possiamo esimerci da una riflessione. Questa tragedia evidenzia una doppia natura, drammatica e complessa: è al contempo un infortunio mortale sul lavoro e una dolorosa tragedia familiare.
In questo senso, ciò determina una specificità delle aziende familiari e purtroppo, non possiamo non constatare, che questo genere di incidenti si verifica con preoccupante frequenza proprio all'interno di realtà aziendali a conduzione familiare o di piccolissime dimensioni. Quel che accade, purtroppo, è che in questi contesti, spesso si tende erroneamente a sovrapporre la sfera degli affetti privati alle rigide procedure di sicurezza sul lavoro, portando a una pericolosa sottovalutazione del rischio.
È un segnale inequivocabile della necessità di un radicale cambio culturale: la sicurezza non può essere considerata un mero adempimento burocratico, ma deve diventare una priorità assoluta, un valore interiorizzato in ogni ambiente in cui si opera, a prescindere dal legame di parentela che unisce chi vi lavora.
Un capitolo a parte merita la riflessione sullo sviluppo e sull'applicazione delle tecnologie per la prevenzione degli infortuni. Assistiamo quotidianamente a un paradosso inaccettabile: le automobili di uso comune sono ormai dotate di una fitta rete di sensori, radar, sistemi di frenata automatica d'emergenza e dispositivi antiribaltamento in grado di azzerare l'errore umano o di mitigarne drasticamente gli effetti. Ma tutto questo scompare quando si tratta di macchine destinate al lavoro, a partire dai mezzi agricoli. Ci domandiamo, con fermezza, come sia possibile che a fronte di una tecnologia automobilistica così avanzata e diffusa, nei mezzi agricoli – macchinari pesanti che operano in condizioni spesso impervie e ad alto rischio – tali presidi salvavita facciano ancora fatica a trovare spazio o a essere resi obbligatori e standardizzati. Questo ritardo nell'adozione di soluzioni tecnologiche preventive e predittive è l'ennesimo sintomo di un vuoto culturale ed economico che la politica e l'industria della meccanizzazione agricola devono colmare senza ulteriori ritardi.
E, infine, per sostenere concretamente le piccole e piccolissime imprese in questo percorso di crescita, riteniamo fondamentale rilanciare e valorizzare gli strumenti già previsti dalla normativa vigente. In particolare, facciamo appello all'applicazione e al potenziamento della figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST), disciplinato dall'art. 48 del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08 e s.m.). Chiediamo con forza che questi presidi di tutela vengano messi concretamente a disposizione di tutte quelle aziende con meno di 15 dipendenti che, per dimensioni, non dispongono e non possono eleggere un proprio RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) interno. Gli RLST rappresentano una risorsa insostituibile per diffondere capillarmente la cultura della prevenzione, fornire supporto formativo e vigilare sul rispetto delle norme in contesti micro-aziendali che altrimenti rischierebbero di rimanere isolati e privi di una reale guida in materia di sicurezza.
La Cgil e la Flai Cgil di Padova concludono lanciando un appello a tutte le istituzioni, alle associazioni datoriali e ai singoli operatori: è tempo che ciascuno si assuma pienamente le proprie responsabilità. Non possiamo rassegnarci a considerare queste morti come un inevitabile tributo al lavoro o alla fatalità. Perché tragedie come quella di Brugine non debbano mai più ripetersi, serve l'impegno concreto di tutti, ogni giorno, sul campo”.
Il servizio di Telenordest sulla tragedia sul lavoro a Brugine