La firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici dell’industria era arrivata il 22 novembre al termine di una trattativa lunga e complessa, segnata da un confronto serrato con Federmeccanica e Assistal e sostenuta da una mobilitazione straordinaria che ha visto i lavoratori e le lavoratrici incrociare le braccia per un totale di 40 ore di sciopero. Questa ipotesi di accordo rappresenta un risultato fondamentale per la tenuta del settore e per la dignità di oltre 1.7 milioni di metalmeccanici dell’industria e dell’installazione di impianti. In questo nuovo CCNL è stato definito un aumento sui minimi di 205 euro al livello C3, oltre l’IPCA-Nei, con il mantenimento della clausola di salvaguardia nei casi di impennata inflattiva. Sul piano salariale si definiscono aumenti contrattuali complessivi pari al 9,64% a fronte di una inflazione Ipca Nei prevista al 7,20% nei prossimi 3 anni. Questo sistema rappresenta una reale difesa dei salari dall’erosione causata dall’inflazione. Con il nuovo Ccnl aumenterà anche la quota dei flexible benefits a 250 euro oltre ad importanti e significativi miglioramenti sulla parte normativa a partire dalle norme di contrasto alla precarietà, al rafforzamento degli Rls e alla salute e sicurezza, alla parità di genere, alla fruizione dei permessi e dei congedi parentali oltre che del trattamento di malattia e ad una maggiore partecipazione dei lavoratori.
Per rendere questo accordo pienamente legittimo e condiviso, le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm di Padova hanno messo in campo un’imponente campagna di assemblee informative che ha attraversato capillarmente il territorio provinciale. Nel padovano la consultazione ha coinvolto circa 24 mila metalmeccaniche e metalmeccanici del comparto, dove sono stati illustrati i contenuti dell’intesa in un clima di grande attenzione e dibattito. La partecipazione è stata massiccia e ha confermato la vitalità della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro. Complessivamente, nel padovano, sono state svolte circa 500 assemblee nelle aziende e nelle fabbriche dell’industria metalmeccanica. L’esito del voto in provincia di Padova restituisce una larghissima maggioranza a favore dell’ipotesi di accordo, con il 97% di voti a favore dell’ipotesi di rinnovo, sancendo così una promozione chiara del lavoro svolto dalle delegazioni trattanti.
“Esprimiamo oggi la nostra soddisfazione per questo risultato, sottolineando come la straordinaria risposta dei lavoratori e delle lavoratrici alle assemblee e al voto rappresenti il reale coinvolgimento democratico che ha accompagnato l’intera trattativa. Le mobilitazioni che hanno visto un grande contributo delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici sono state determinanti per il raggiungimento di questi risultati, che mettono al centro salario e diritti, ora è necessario che il contratto viva in tutte le fabbriche e i luoghi di lavoro con il coinvolgimento costante di tutti. La partecipazione al voto è stata la dimostrazione di quanto le metalmeccaniche e i metalmeccanici sentano proprio questo strumento e siano consapevoli che solo attraverso la pratica democratica e l’esercizio dello sciopero si possono ottenere avanzamenti reali e duraturi per l’intera categoria.” Commentano così il risultato ottenuto i segretari generali provinciali di Fim, Fiom e Uilm di Padova a chiusura dello spoglio nella serata di venerdì 20 febbraio 2026.