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Sviluppo industriale e rigenerazione urbana a Monselice, la nota della Fiom Cgil Padova sul trasferimento di Hitachi Energy nell'area ex Italcementi: “Necessarie garanzie concrete su occupazione, ambiente e tutele per le lavoratrici e i lavoratori”

L'annuncio del trasferimento dello stabilimento Hitachi Energy di Monselice presso l’area dell'ex Italcementi segna un passaggio di rilievo per il settore metalmeccanico locale. L'operazione, che coinvolge un'area di 66 ettari dismessa dal 2015, punta a creare uno dei centri di produzione di trasformatori più moderni d'Europa.

“L'ufficializzazione di questo investimento – interviene la Fiom Cgil di Padova con una nota – è un segnale di estrema importanza per il Comune di Monselice e la Bassa padovana in generale, un territorio che per decenni ha sofferto una grave crisi occupazionale. Dopo l’insediamento di un grande sito logistico, come Agrologic del gruppo Despar, la scelta di Hitachi Energy conferma la rinnovata attrattività di Monselice come polo industriale strategico. E, indubbiamente, il suo consolidamento come pilastro della rete produttiva europea di Hitachi Energy rappresenta una boccata d'ossigeno per l'economia locale e una conferma dell'importanza del settore metalmeccanico padovano”.

“Si tratta quindi — prosegue la nota della Fiom Cgil Padova — di una buona notizia per il territorio, poiché l'aumento della capacità produttiva e i nuovi spazi possono tradursi in un incremento dei livelli occupazionali e in una migliore qualità del lavoro. Tutte cose che, come sono state annunciate, dovranno passare attraverso la creazione di un ambiente di lavoro più sostenibile e digitalmente avanzato e questo è un passo che va nella direzione da noi sempre auspicata per garantire la competitività e la qualità del lavoro nel lungo periodo”.

“Tuttavia – precisa la Fiom Cgil Padova – un progetto di tale portata, affinché si mantenga credibile, richiede la massima serietà su alcuni fronti sensibili. Innanzitutto sono necessarie garanzie rigorose sulla bonifica integrale di un sito industriale pesante, rimasto fermo oltre un decennio, a tutela della salute di dipendenti e di tutta la comunità. Auspichiamo, inoltre, che questa operazione sia gestita con sobrietà istituzionale, evitando che i bisogni reali di lavoratrici e lavoratori diventino oggetto di strumentalizzazioni in vista delle prossime scadenze elettorali comunali. Il futuro occupazionale della zona deve restare una priorità concreta e non un tema da campagna elettorale, destinato a finire nel dimenticatoio alla sua conclusione e con l’insediamento della nuova Amministrazione”.

“Un tema su cui noi – conclude la nota della Fiom Cgil di Padova – per anni abbiamo battuto, ricordando la necessità di investimenti mirati a migliorare la qualità delle condizioni di lavoro e la solidità del tessuto produttivo della bassa padovana, ma non dimenticando mai che la sostenibilità ambientale doveva restare al centro di ogni processo di rigenerazione, condizione imprescindibile ad un effettivo avanzamento verso un modello industriale di eccellenza che metta al centro la dignità del lavoro e l’ambiente. Su questo continueremo a monitorare con attenzione ogni fase della pianificazione affinché questo investimento porti benefici tangibili e duraturi sia agli addetti coinvolti che all’intero territorio, in un’operazione segnata da un rapporto costante e franco con la cittadinanza locale. In questo senso, riteniamo quindi che il percorso di riconversione debba essere improntato alla massima trasparenza, attraverso momenti di confronto pubblico che vedano il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle realtà territoriali. La rigenerazione urbana di un’area così vasta e simbolica per Monselice deve essere un processo condiviso e partecipato, affinché la comunità sia parte attiva di un cambiamento che ne segnerà il volto e il futuro per i prossimi decenni”.

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