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Vertenza con l'Azienda Ospedale - Università di Padova: dipendenti di nuovo in stato di agitazione. Dichiarazione congiunta delle Segreterie Territoriali di Fp Cgil e Uil Fpl

“Le Organizzazioni Sindacali Cgil Fp e Uil Fpl dell’Azienda Ospedale – Università di Padova ritengono doveroso informare lavoratrici, lavoratori e cittadinanza in merito a quanto sta accadendo nelle relazioni sindacali aziendali, a seguito del tentativo di raffreddamento e conciliazione svoltosi il 16 gennaio presso la Prefettura di Padova, presieduto dal Viceprefetto dott.ssa Paola Cavalcanti.

In quella sede istituzionale, come riportato nel verbale ufficiale, l’Amministrazione aziendale aveva assunto impegni chiari e precisi, condividendo con le scriventi OO.SS. un percorso strutturato di confronto, articolato in un cronoprogramma di incontri finalizzati ad affrontare in modo organico le numerose criticità segnalate e poste alla base dello stato di agitazione del personale del comparto sanità.

Le Organizzazioni Sindacali Cgil Fp e Uil Fpl, che all’interno dell’Azienda Ospedale – Università di Padova rappresentano circa 1.800 lavoratrici e lavoratori, in un contesto che conta oltre 5.000 dipendenti del comparto, avevano responsabilmente accolto l’esito positivo della procedura di raffreddamento, sospendendo lo stato di agitazione nella convinzione che il dialogo istituzionale potesse produrre risposte concrete e migliorative per tutte e tutti.

Il primo incontro di questo percorso era stato fissato per oggi venerdì 23 gennaio 2026, alla presenza della Direzione Sanitaria e delle Organizzazioni Sindacali. Tuttavia, senza alcuna motivazione plausibile, e con una comunicazione avvenuta unicamente per via telefonica, l’Amministrazione ha deciso di annullare unilateralmente l’incontro, disattendendo di fatto gli impegni assunti davanti alla Prefettura.

Un comportamento che le scriventi OO.SS. giudicano grave e inaccettabile, non solo per il metodo adottato, ma per il significato che esso assume: il mancato rispetto di un percorso concordato in una sede istituzionale rappresenta un segnale negativo verso il valore delle relazioni sindacali e verso il lavoro quotidiano di migliaia di professionisti che garantiscono, ogni giorno, il funzionamento di una delle principali realtà sanitarie del Paese.

È bene chiarirlo con forza: questa non è una questione che riguarda esclusivamente Cgil Fp e Uil Fpl. È un atto che colpisce tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti, che confidano nella serietà degli impegni presi e nella possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti, le proprie condizioni di lavoro e la propria dignità professionale.

Per queste ragioni, Cgil Fp e Uil Fpl annunciano la riapertura dello stato di agitazione e avvieranno nei prossimi giorni un percorso di coinvolgimento diretto delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda, attraverso assemblee e momenti di confronto collettivo, per definire insieme le iniziative e le forme di mobilitazione necessarie a dare continuità alle rivendicazioni già formalmente presentate in Prefettura.

Allo stesso tempo, le scriventi Organizzazioni Sindacali ribadiscono con convinzione che nessun lavoratore verrà lasciato solo. La mobilitazione che si apre non è una chiusura al dialogo, ma la riaffermazione di un principio fondamentale: il confronto deve essere reale, rispettoso e coerente con gli impegni assunti. Solo così è possibile costruire soluzioni condivise, migliorare le condizioni di lavoro e rafforzare il valore pubblico di questa Azienda.

Cgil Fp e Uil Fpl restano disponibili, in ogni momento, a un confronto ufficiale, trasparente e rispettoso dei ruoli, nella certezza che la forza collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori saprà dare voce alle esigenze di chi ogni giorno garantisce assistenza, cura e servizi essenziali alla comunità".

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